FESSERIE DEL DI' 6 6 2018: “SPECULAZIONE” E ALTROCONSUMO, ASSOCIAZIONE DIFESA CONSUMATORI. E POI ANCORA “DEMOCRAZIA DIRETTA”.


La prima è senz'altro la solita indignazione per la speculazione, trattata non solo moralisticamente, ma con una visione del peccato che forse era inevitabile per Pio Nono buonanima, ma inservibile oggi. Il rimando a Pio Nono è alla incomprensione della Politica come cosa laica, con conseguenti velleitari pasticci. Allora, punto primo: da mesi e mesi, il settimanale di consigli ai risparmiatori “Altroconsumo Finanza” consiglia di vendere i BOT, BTP e altri Titoli di Stato italiani. Consiglio caldamente ripetuto anche nell'ultimo numero, N. 1272 del 29/5. Esiste anche il sito “altroconsumo.it/finanza”.

Perchè vendere ? Perchè se hai dei BOT che ti rendono l'1,5 per cento e si fa la cretineria di volere ancora aumentare il nostro debito pubblico, magari per fare la flat tax e fare un ulteriore favore a chi i soldi già ce li ha, bisogna appunto emettere titoli di debito come i BOT, che sono lo strumento con cui lo Stato si fa prestare soldi in cambio di un interesse (le “cedole”) fino al momento in cui ti deve restituire l'ammontare esatto contabile di quel BOT ed estinguerlo (molto probabilmente accendendo altro debito, ossia emettendo altri BOT). Per la relazione tra domanda e offerta, più BOT hai bisogno di offrire, più alto deve essere l'interesse reale che l'investitore si può mettere in tasca. Ma i BOT sono a cedola fissa: l'aumento dell'interesse reale si concretizza in un minore prezzo di vendita realizzato nell'asta in cui il Tesoro vende o cerca di vendere i BOT. Il famoso spread non è altro che la maggiorazione di interesse che gli acquirenti, speculatori o meno, e anche risparmiatori, pretendono per comperare i BOT rispetto agli esattamente analoghi BUND tedeschi.

Giorno 5 giugno: rendimento dei Bund tedeschi 0,4, BOT Francia 0,71, Irlanda 0,99, Spagna 1,39, Portogallo 1,81. Italia 2,77. Cosa succede al risparmiatore che ha dei BOT che scadono, per esempio, nel 2025 e sono stati emessi con interesse uguale a quello medio spuntato nel primo trimstre 2018, cioè lo 0,62 ? Che se tutto va bene nel 2025 ha indietro il capitale investito, ma se per caso ha bisogno di soldi prima e li deve vendere ci prende una sacrosanta legnata, perchè un interesse reale di 0,62 sui BOT adesso non lo accetta più nessuno: è troppo basso in quanto non tiene conto del rischio, anche se relativamente basso, che lo Stato Italiano a scadenza non possa onorare il suo debito. Basso: se il tuo nucleo familiare ha un reddito totale di 35000 euro all'anno, ne spendi 36000, hai un debito di 46000 che cresce di 1000 euro all'anno, non è che trovi facilmente chi ti presta questi 1000 euro in più senza pretendere che tu gli riconosca un interesse più alto. Per cui il debito non cresce più di 1000 euro l'anno ma almeno almeno di 1050, per bene che ti vada. In tutto questo, cosa c'entra la speculazione ? Nulla. Non è che non ci sia, ma è una emerita fesseria attribuire alla speculazione una situaziona assai poco appetibile sia per il risparmiatore italiano, o tedesco, o francese, o per la Banca di Stato Cinese, o per il fondo pensioni del metalmeccanici del Nebraska o che so io. Poi, e solo poi, c'è il rischio speculazione, perchè in situazioni del genere si crea la possibilità di speculare, con un meccanismo anche alquanto semplice che stavolta non spiego. E in tutto questo i “vincoli europei” c'entrano piuttosto poco, essenzialmente per evitare nostre cretinerie troppo grosse per non creare problemi pure agli altri paesi dell'Unione Europea. Cerco di spiegarlo un'altra volta. Ma comunque, il rischio della speculazione è intrinseco nei meccanismi di quella strana cosa che si chiama “mercato”, che per parecchi aspetti non piace neanche a me, ma che per altri è assolutamente indispensabile. Allora, per evitare la speculazione, dei sistemi ci sono: innanzitutto è difficile speculare al ribasso o al rialzo su una cosa, come una moneta, presente in quantità grande. E' difficile perchè più la quantità è grande e più difficile è fare giochetti: sulla lira ne sono riuscite varie, sull'euro, Draghi ha minacciato di fargli fare un cosiddetto “bagno” e si sono calmati subito. Ma detto questo, è un sogno assolutamente impossibile l'impedire a chiunque di speculare, nel possibile, sul mercato. Che è mondiale, non sta solo a Varese o a Forcella. Che facciamo, guerra agli USA e a tutto il resto del mondo per impedire che alla Borsa di New York (e di Londra, shanghai, Singapore, eccetera eccetera) i nostri BOT vengano comperati e venduti a un prezzo che a noi non piace ?


Fesseria seconda. Intervistato, un 5 stelle, mi pare Fraccaro, ha versato alquanta acqua nel vino della democrazia diretta. E ha parlato di necessità della informazione del popolo votante. Benissimo: ma come cavolo fai a informare di tutto quanto è necessario sapere per l'azione di governo un individuo singolo ? Perchè ogni votante dovrebbe essere ugualmente informato... Esempio: io so che si stanno studiando le celle solari “ a perovskite”, e so perfino che accidenti è la perovskite. Ora, il problema è di quanti soldi, in parecchi milioni di euro, eventualmente dedicare a questa ricerca o invece ad altre. Io, per potere essere abbastanza informato da potere votare con conoscenza di causa, avrei bisogno di studiarci almeno almeno svariati mesi: e non sarebbe neanche certo che che il mio livello di informazione sarebbe sufficiente. Il nostro cervello funziona per mezzo di certe cellule chiamate “neuroni”, che per quanto piccolissime un certo volume ce l'hanno. Ma non possiamo, per infinita ragioni anatomiche e biologiche, avere un cervello grande come un armadio guardaroba, contenente tanti neuroni da potere memorizzare e gestire tante informazioni quante sarebbero necessarie a governare. Nessuna organizzazione funzionante si sogna che non dico tutti, ma nemmeno qualcuno, possa sapere tutto: se Marchionne avesse preteso questo, FCA sarebbe fallita in un mese. Ora, lasciando perdere i probelmi dell'organizzazione, anche poitica, questa necessita che il popolo sia informato si trova anche nel “Du Contrat Social” di Rousseau, e ho il sospetto che Fraccaro si sia deciso a leggerlo. Ma ci sono anche altre condizioni oltre la (A) dell'informazione: poi c'è la (B), a prima vista strana, che prima dell'assemblea i partecipanti non debbano discutere tra di loro degli argomenti di cui si deve occupare l'assemblea. E' strana solo a prima vista, perchè c'è la terza conizione di Rousseau, la “C”: che tutti credano nei dogmi della religion civile, che sebbene civile religione sempre è. E devono crederci, altrimenti non possono fare parte della comunità politica del contrat, pena l'esilio o perfino la pena di morte, se ci marciano.

Les dogmes de la religion civile doivent être simples, en petit nombre, énoncés avec précision, sans explications ni commentaires. L’existence de là Divinité puissante, intelligente, bienfaisante, prévoyante et pourvoyante, la vie à venir, le bonheur des justes, le châtiment des méchants, la sainteté du contrat social et des lois : voilà les dogmes positifs.

Ossia, l'esistenza di una Divinità onnipotente, intelligente, benevola, previdente e provvidenziale, la vita futura, la felicità dei giusti, il castigo dei malvagi, la santità del contratto sociale e delle leggi. Ma se uno crede veramente in tutte queste cose (compresa la santità, nientemeno, delle leggi e dello stesso Contrat Social) la libertà di opinione non esiste, e il discutere, tra i partecipanti all'assemblea, degli argomenti in oggetto serve solo a confondere la chiarezza con cui la Divinitè pourvoyante ha, per la sua stessa definizione, formato l'opinione giusta nelle menti dei partecipanti, tranne piccoli errori statisticamente compensantisi...


Che Fraccaro abbia finalmente cominciato a leggere Rousseau è poi una mia speranza: voglio anche sperare che continui fino in fondo, e poi forse si potrebbe cominciare a ragionare sulle forme in cui la democrazia può realizzarsi.


Ciao a tutti !


Claudio

6/6/2018


Da domani 7 6 2018 anche nel mio sito “ www.ancoraimparo35.it” sotto “Varie” (sempre se faccio in tempo ad aggiornarlo).