QUESTA FACCIA DI DOLORE DISPERATO VIENE DALLA CHIESA DI MOISSAC, IN FRANCIA, CELEBRE PER LA QUALITA' DELLE SCULTURE. HO IL DUBBIO CHE LO SCULTORE ABBIA VISTO QUALCUNO SOTTO TORTURA, SPETTACOLO CHE ALL'EPOCA (E ANCHE PARECCHIO DOPO) NON ERA CERTO RARO. QUINDI SE L'HO MESSA NELLA INTESTAZIONE DI UNA PAGINA DEDICATA ALLA POLITICA CONTINGENTE, NON E' PER SCHERZO: L'HO MESSA PER SIMBOLO DI COSA PROVOCA LA POLITICA SBAGLIATA O L'ASSENZA DI POLITICA. LA FOTOGRAFIA E' STATA FATTA CON MOLTO TELE SOTTO LA PIOGGIA, MA MI SEMBRA CHE L'ESPRESSIONE SIA BEN CHIARA.


    

Questa nuova pagina sarà dedicata a questioni di politica di carattere più immediato rispetto a quelle espresse o sottintese da argomentazioni più generali, anche assai più importanti, ma che richiedono comunque di solito azioni da svolgere in modo più protratto nel tempo. Per esempio, questioni da intendere come tattiche possono essere la posizione presa sul finanziamento pubblico ai partiti o la legge elettorale, mentre una azione culturale per mettere tutti in grado di capire perché in certi casi la politica sembra tanto più estranea quanto più invece è valida, è qualcosa di strategico. Scusate i termini presi dalla polemologia, ma a me pare che la politica, ribaltando una mezza sciocchezza di un tale generale prussiano, sia anche la indispensabile sostituzione civile della guerra e del conflitto cruento in generale, troppo mitizzato da chi non ne ha (per fortuna) né esperienza né comprensione. Combattere il nazismo, è stato cosa sacrosanta, ma in pratica ha comunque significato che qualunque soldato della parte giusta non poteva certo aspettare che gli capitasse davanti Eichmann o Himmler o Hitler in persona: doveva necessariamente uccidere persone che in realtà la pensavano come lui, costrette a uccidere o farsi uccidere da una politica cretina o superficiale (Mosse sulla Nuova Politica), o che l’avrebbero pensata come lui in assenza dei condizionamenti di una politica sentimentalmente cruenta (e totalmente idiota).

Dalle questioni di politica contingente io cerco di solito di stare lontano, perché in essa, sia pure n forme molto meno irrimediabili che in guerra, tocca avere a che fare con la estrema flessibilità del comportamento umano. Siamo tutti, se persone normali, capacissimi di atti lodevolissimi fino all’eroismo per solidarietà come capacissimi di fare cose schifosissime: dipende dalle circostanze, da condizionamenti pregressi e perfino dal caso. Anche Petrarca (tanto per dire) produceva altissima poesia e pure, come tutti, produceva merda: al cesso di certo ci andava anche lui. La naturalità degli esseri umani non è quella di Giangiacomo (Rousseau), è quella derivante per esempio dagli studi ed esperienze di Konrad Lorenz o Zimbardo o Milgram (tanto per lanciare qualche nome), coincidente anche con qualche esperienza del sottoscritto e di infiniti altri che ci hanno sbattuto il muso.

Ma se cerco di stare lontano non è perché ne ho paura o perché mi pare giusto essere perbenino e pulitino pulitino. Io solidarizzo con la protagonista di “Foto di gruppo con signora” di Heinrich Böll, che in una situazione problematica per una folla di amici nei guai per una tazza di gabinetto totalmente e schifosamente otturata, si tira su la manica e ci tuffa dentro il braccio per risolvere il guaio. Il mio ritegno verso la politica bassa o bassissima è dovuta a due fattori: il primo è che di carattere sarei alquanto fumino, propenso a incavolarmi (un mio nonno al suo paese era conosciuto col soprannome di Pestapevere) e quindi facile a combinare casino. Il secondo è che essendo tutti molto condizionati appunto dalla politica contingente, si pensa, si ragiona, si riflette troppo poco sulle questioni strategiche. Il che mi offre spazio per cercare di produrre riflessioni che, almeno nelle intenzioni, siano anche utili.