COSE SERIE


 OSSIA PARECCHIE COSE SU CUI, SECONDO ME, OCCORREREBBE INFORMARSI E DISCUTERE. MA SENZA UNA PRETESA DI SISTEMATICITA', ALTRIMENTI QUESTO DOVREBBE PIUTTOSTO ESSERE UN LIBRO INVECE CHE UN SITO WEB. OSSERVAZIONI E DISSENSI SONO GRADITI, DOPO CHE AVRO' INSERITO IL MODO DI FARMELI PERVENIRE. AUGURI E LEGGETEVI I MATTONI !

IL VINCOLO DI MANDATO


A me sembra che sulla questione del vincolo di mandato, per cui un parlamentare per una qualsiasi ragione non crede di dovere seguire ciò che si ritiene essere la linea per cui gli elettori lo hanno votato dovrebbe dimettersi, Grillo e Berlusconi non abbiano, tutti e due assieme, capito un tubo (per non parlare di altre cose pressappoco cilindriche).

Per i problemi con cui tutti oggi abbiamo a che fare, a meno che non siano del tutto banali (del genere di quello a suo tempo importantissimo se fosse meglio tenersi la monarchia nella persona e nella concezione tradizionale di Luigi XVI o levarsela di torno, duecento venti e rotti anni fa), ripeto oggi, tocca tenere presenti almeno alcune cose. La prima è che assai spesso si ha a che fare con aspetti quantitativi: una tassazione sugli immobili può essere un’idea pessima o ottima in funzione del valore di  vari parametri:  per esempio se si comincia a formare una bolla immobiliare, il che si vede da cifre, numeri, quelle brutte cose che tanto spesso ci annoiano e tendiamo a trascurare. Per leggere, seguire e interpretare queste brutte cose serve, purtroppo, una preparazione che molti di noi non hanno il tempo (e spesso neanche la voglia) di farsi. In più, queste brutte cose sono anche capaci di cambiare nel tempo. Allora, se i numeri che descrivono un problema importante e non banale cambiano sei mesi dopo che Gennaro Esposito o Carlo Brambilla sono stati eletti a rappresentarci in parlamento, che facciamo, nuove elezioni ? Oppure cerchiamo di eleggere gente onesta ma competente, che cerchi di trovare soluzioni positive, nel quadro di linee guida generali, anche quando le premesse cambiano ? E naturalmente la gente competente difficilmente accetta di essere subordinata alle esigenze del capetto che non può essere competente in tutto, cosa che nemmeno Einstein si sognava di potere essere ?

E poi: sarebbe anche ora di decidersi a capire che è inevitabile e naturale che chiunque di noi spesso e volentieri si sbagli. Anche chi fa parte del popolo, e anche chi fa parte della maggioranza del popolo. La democrazia non esime nessuno dalla necessità di verificare che le idee (non mi rompete le scatole con la sacralità degli ideali, ci sono cascato anch’io quando ero molto giovane, anche se per ideali niente affatto criminali o semplicemente sgradevoli) vadano sempre e comunque, almeno in prima approssimazione, d’accordo con i fatti. Ma Rousseau… Alt: si riteneva per fermo, allora, che la Natura fosse Perfetta, in quanto Creazione di Dio, per cui il Virtuoso, vicino a Dio e alla Natura, era Necessariamente Infallibile. Avete notato quante maiuscole ? Troppe, no ?

I Parlamenti non servono a “parlare” nel senso di “chiacchierare”, servono a discutere, perché la discussione, esponendo punti di vista diversi, permette di avvicinarsi a chiarire errori e verità non dico assolute, ma almeno approssimative e funzionali, costringendo a trovare soluzioni, senza la scappatoia “Mah, forse sarebbe giusto, ma non posso essere d’accordo perché il vincolo di mandato me lo vieta” o l’altra scappatoia di evitare di dovere mettere in atto una  soluzione sgradevole anche se giusta sciogliendo baracca e richiamare alle urne.  Io non mi sono mai sognato di votare per qualcuno che mi promettesse di seguire, non dico fino alla morte, ma nemmeno fino alle dimissioni, la mia opinione: io ho votato non per dare un mandato simile alla delega per la questione condominiale dell’assegnazione dei posti macchina, ma per dare un incarico in cui entrano certe linee guida, ivi compresa quella che se su uno specifico problema io penso bianco e poi dalla discussione e dall’analisi dei dati (numerici) risulta che sarebbe meglio nero, è inutile insistere nell’errore. E neanche nel compromesso: può benissimo darsi che grigio non basti. E non parliamo di fede politica: l’analogia tra istituzioni temporali, laiche, e religioni è fuorviante: tradizionale, tradizionalissima, ma fuorviante. Cercare di eleggere persone oneste mi va bene, è assolutamente indispensabile, come la competenza, ma i parlamentari non sono e non devono essere preti o vescovi: metafisica e trascendenza possono avere a che fare con i sommi scopi, ma non c’entrano niente con gli strumenti intellettuali per fare funzionare il sistema di supporto sociale o la politica industriale. Che si caschi ancora tanto spesso nella falsa analogia tra istituzioni politiche e l’unica istituzione tradizionalmente veramente visibile a tutti e da tutti sentita, cioè la Chiesa, non mi pare per niente sensato. I politici devono avere competenza, in primo luogo nei metodi di lavoro (il che include l’accettazione della fallibilità), ma la competenza è un valore laico, non è la fede o presunta tale.

Due esempi di Storia Antica: il primo viene da A. J. P. Taylor, nella “Storia dell’Impero Absburgico” (credo: altrimenti nella “Storia della Germania”). Nel 1905 o giù di lì, il cosiddetto “parlamento” di Vienna in una intera sessione parlamentare non ha fatto assolutamente niente altro che litigare se a Cilje, paesone della Carniola, si poteva o non poteva permettere l’istituzione di una scuola media in lingua slovena (o croata, non ricordo bene), senza concludere nulla. Poi, nel 1918, a Vienna si faceva la fame mentre a Budapest ci si ingrassava o quasi, perché nel Compromesso Costituzionale del 1866  era previsto che la ripartizione delle risorse tra Austria e Ungheria si facesse solo una volta  ogni due anni (Memorie del Principe Luigi von Windischgraetz, che qualcosa doveva ben saperne, essendo il Ministro incaricato degli approvvigionamenti). Nessuno aveva pensato, in un parlamento tale solo di nome, al caso di una guerra più lunga. In Gran Bretagna, nel 1916, con le due leggi DORA (Defence Of the Realm Act)  Uno e Due, in cui è entrato lo zampino di Keynes, l’economia è stata messa sotto integrale, ma integrale davvero (Memorie di Lloyd George) controllo statale. E le hanno votate anche i liberisti e conservatori, salvo poi a annullarle dopo la guerra. Ma quello della Gran Bretagna era un Parlamento vero, quello di Vienna era una scena, per cui il vincolo di mandato andava benissimo: tanto chi decideva, o avrebbe dovuto (ormai era troppo vecchio) decidere, era il Kaiser und Koenig Francesco Giuseppe, visto che il popolo credeva in lui. Grillo e Berlusconi, secondo me, hanno ancora la stessa mentalità.

   

        CF 30/11/2013 -