QUESTA PAGINA PER OSPITARE LE PRIME VERSIONI DI INTERVENTI, PER AGEVOLARNE LA CONSULTAZIONE DA PARTE DI AMICI CHE MI POSSANO DIRMI: "TUTTE SCEMATE !"

  Qui di seguito gli argomenti preparati per l'intervento alla riunione del Circolo PD "Giovanna Marturano" dell'11 dicembre 2014 e utilizzati solo parzialmente, altrimenti mi linciavano per superamento limite di tempo disponibile...

   

Avvertendo che cercare di minimizzare sarebbe un gravissimo errore tattico, mi sembra necessario chiarire bene le idee per essere pronti al momento dell’assai probabile ridimensionamento della faccenda.

Ricordo che nel sistema giudiziario nostro, degli “indagati” parecchi poi non vengono rinviati a giudizio, e di questi molti poi, per inconsistenza accuse, devono essere assolti o direttamente in primo grado o in appello o spediti a spasso in Cassazione. Esempi immediati di somma cagnara giornalistica (attenzione, anche i giornali e i mezzi di informazione in genere sono imprese commerciali, che hanno lo scopo di vendere copie e/o acquisire utenti a cui ritrasmettere pubblicità: quindi si tratta comunque di vendita merce, non di beneficenza o di moralità disinteressata) su accuse in sostanza false, Rignano Flaminio, la Protezione Civile per il terremoto dell’Aquila, cosa che ha fatto ridere o incazzare i sismologi e gli scienziati di tutto il mondo, o Caltagirone.

Per motivi sbagliati, per tradizioni risalenti a un mondo passato, per il pubblico “indagato” è sinonimo di colpevole. Il che è una cavolata: adesso non è il momento, ma chiarire nell’opinione pubblica questo punto è indispensabile, perché: o poi si condannano tutti gli indagati, indipendentemente dalla colpevolezza, o sembra che la Giustizia non funzioni, con discredito per le istituzioni eccetera eccetera. Il concetto andrebbe martellato nelle teste dei giornalisti e degli insegnanti nelle scuole di giornalismo, se non si vuole che siano scuole di ruffianeria.

Altri elementi: per molta stampa il casino a Roma è benvenuto per cercare di fare dimenticare il casino dell’EXPO a Milano. E poi può servire anche in vista della lotta per contendersi i finanziamenti dell’Unione Europea proposti da Juncker.

La figura di Carminati: che non potesse immaginarsi di essere intercettato, mi sembra del tutto straordinario. Non pretendo di entrare nella sua testa, ma ci possono essere due buone ragioni per cui proprio lui volesse fare scoppiare il casino.

Una è che avesse promesso mari e monti alla mafia e di fronte all’impossibilità di fornire miliardi di euro invece al massimo dei milioni, ossia roba, per loro, da poco, abbia preferito mettersi al sicuro: non posso mantenere le promesse solo perché mi hanno arrestato, quindi non potete spararmi.

Due: vi faccio sapere, a voi che mi intercettate, che posso fare scoppiare il casino: quindi, visto che siete tutti compari (non è pensabile, per un Carminati o per un Sindona o per tanti altri che non possa essere così) chiunque voi siate, metterò nei guai anche i vostri amici.

Ora, mi pare che rispetto ai primi giorni, il casino criminale vero e proprio, come quantità di soldi a politici del PD, si stia ridimensionando: leggo di punti verdi qualità e altra robetta del genere. Se faccio un raffronto con l’ultimo casino immobiliare IOR è veramente robetta: il che non vuol dire che non sia necessario, secondo me, un grandissimo cambiamento di rotta del nostro partito.

E allora abbiate pazienza per un po’ di storia sui problemi antichi e tuttora attuali della sinistra. Non molte generazioni fa, almeno il 98% della popolazione italiana andava sempre in chiesa ed era assolutamente convinta di quello che lì sentiva dire. Ossia che il mondo fa schifo, l’unica salvezza è allontanarsene, per poi dopo morto andare in Paradiso eccetera eccetera. Noi ci portiamo ancora dietro un atteggiamento di rifiuto verso cose di cui potevano occuparsi gente che non aveva bisogno di fare niente, cose da peccatori, in cui rientrava la POLITICA.

Poi ci si è messa la polemica clericale contro l’Unità d’Italia, poi ci si è messo il fascismo che ha proposto una “politica” per finta che piaceva alla Chiesa, tutta schifata della democrazia parlamentare. Ma anche la base popolare della sinistra non è che potesse cambiare una mentalità cristallizzata per secoli e secoli, per cui pure il materialista Marx è stato inteso in senso religioso, come un “profeta”, cosa che pare proprio non gli facesse piacere.

E pure la ricerca teorica degli intellettuali è stata influenzata dal filone di pensiero da un colpo al cerchio razionalista e uno alla botte religiosa di cui l’esempio ovvio è il povero Rousseau, che ha cercato di fare andare d’accordo razionalismo e religione, o meglio fiducia nella dimostrabilità razionale di Dio, l’Inconoscibile per definizione: e tra varie cose giuste ha detto anche delle gran cazzate. Come quella che il popolo sovrano deliberante, in quanto semplice, primitivo, lontano dall’artificio innaturale, sia posseduto da una specie di Spirito Santo che lo renda infallibile (e ha legittimato legalmente Hitler, e ha votato contro il finanziamento pubblico ai partiti, come organi dove si dovrebbe analizzare, studiare, ragionare e discutere cosa proporre all’elettore, resi inutili, come il Parlamento, dallo Spirito Santo, che ci pensa lui a illuminare i buoni e geniali per definizione, noi popolo).

Quindi noi ci troviamo in una condizione in cui che diavolo sia esattamente la politica sembra non interessare a nessuno, tanto è una schifezza per definizione tradizionale, a meno che non ti prometta fantasie irrealizzabili o che sembrino realizzabili per mezzo del sentimento religioso. E’ normalissimo sentire parlare male della politica da persone che non sanno la differenza tra un disegno di legge e un decreto legge, o tra il deficit di bilancio e il debito pubblico. Poi, nel privato, ci si accorge che senza organizzazione e senza almeno un po’ di previsioni non funziona neanche un condominio, ma il pregiudizio pro religione (anche se inconsapevole) e contro la politica è inattaccabile proprio perché non è razionale: è qualcosa che è fissato nella nostra mente per tradizione. E ogni politico che fa un reato, ma anche solo una leggerezza che non ha niente a che fare con un “reato”, rinforza il pregiudizio.

E poi: la sinistra nostra è erede delle due tradizioni, una quella palesemente cattolica, l’altra del marxismo interpretato attraverso la tradizione religiosa. Poiché la gente va assai meno in chiesa e il mondo non casca, e poiché l’Unione Sovietica ha fatto la fine che ha fatto e nonostante ciò non siamo tornati tutti a dovere mangiare polenta con il profumo d’aringa (quella che si appendeva sopra la tavola, non per mangiarla se non arrivata la domenica, ma per accostarci la cucchiaiata di polenta per fargli assorbire un po’ di aroma), le due idee-forza di cattolici e comunisti non si sono dimostrate miracolose.

E qui viene lo sbaglio: come surrogato di una teoria politica si è preso il “giustizialismo”.

Ora, a me pare che dovremmo chiarirci le idee: la Giustizia nel senso corrente agisce su quello che è successo, cioè su dati passati: la Politica (se è tale) si occupa di quello che è meglio fare, cioè in sostanza di cose future. E sono cose totalmente diverse.

Non è che i politici siano “al di sopra della Legge” come qualcuno pretende che si possa essere: è che con il solo rispetto della Legge non combini un accidente, perché, occupandosi innanzitutto del passato, di quello che è già successo, il giustizialismo è intrinsecamente inefficace per il futura, anche immediato.

Occhio: io parlo benissimo del libro di Riccardo perché è Politica, cioè, da un esame della situazione, si arriva alle cose da fare o in corso di attuazione per risolvere certi problemi. Non sono d’accordo con tutte le coglionerie sulla trattativa Stato-Mafia perché oltre a essere coglionerie (temo che la Regione Sicilia spenda un sacco di soldi per dimostrare che la colpa è sempre degli altri, mai della classe dirigente siciliana) non serve a niente, non può proporre nessuna efficace misura politica, non facendo un’analisi dell’oggi oltre che del passato e non potendo fare proiezioni sul futura: per ovvie ragioni, nessun magistrato può fare il processo alle intenzioni, tantomeno future.

In Politica il giustizialismo produce scemenze, e anche gravissime, e non può fare a meno di produrle. Nella Giustizia, se non c’è reato o qualcosa che possa sembrare tale, non c’è motivo di essere: il giustizialismo non ha ragione d’essere se non esiste colpa umana (ossia “peccato”).

Ma tutte le strutture, qualunque sia la loro ragione di essere, tendono a conservarsi e ad allargarsi: per cui il giustizialismo inconsapevolmente induce una disperata ricerca di colpa. E se le leggi sono complicate, tanto meglio: più complicate da capire e osservare sono, più reati si commettono e più il giustizialismo ha ragione di essere.

E la tendenza a non analizzare i problemi se non per trovare, o per potersi illudere di trovare, la colpa umana, con risultati, alle volte, folli. Caso Ilva: leggo che, in sostanza, per non dire che la Procura di Taranto non si è data la minima pena di cercare di capire neanche elementarmente che cavolo sia il cancro (basta un diffusissimo testo di biologia, il Kimball, basta digitare in Google “Kimball’s biology pages” e poi il sito contiene tutto il testo) toccherebbe cacciare 800 milioni di euro per racchiudere in capannoni tutti i parchi minerali, cosa che nessuno al mondo si è lontanamente sognato di fare. E che non ridurrebbe neanche di un millesimo la frequenza delle mutazioni spontanee del DNA delle nostre cellule, inevitabili anche perché dell’ossigeno non possiamo fare a meno. A questo punto per coerenza dovremmo ricoprire tutto il Sahara, da cui ci arriva un bel po’ di polvere.

E nonostante tutto, proprio perché si basa sul passato e ha preso dalla religione l’idea che tutto quello che è male per noi è risultato non delle nostre esigenze superiori al naturale ordine delle cose ma da un qualche oggettivo peccato umano, il giustizialismo non funziona neanche contro la delinquenza: quando si impiccava per un semplice furto (qualcuno sa la trama della Gazza Ladra di Rossini ? Ma le prove documentali dell’asprezza della legge di una volta, prima che si facesse più Politica, sono infinite) furti, rapine, assassini erano enormemente più frequenti di oggi.

Non è abbastanza efficace contro i reati e non è capace di  occuparsi  di politica sbagliata, anche palesemente cretina. In un sistema politico appena appena un po’ più capito dai cittadini, sarebbe bastato un  discorsetto fatto da Berlusconi ai giovani nuovi diplomatici (gente che si è dovuta studiare e capire fior di grandissimi uomini di Stato) per spedirlo a casa (come sarebbe successo in Francia e in vari altri luoghi). Discorsetto in cui non ha in sostanza parlato d’altro che di gilet e altri particolari di abbigliamento, e nient’altro, molti anni prima di poterlo neutralizzare per via giudiziaria. Ossia: un Presidente del Consiglio che ai giovani nuovi diplomatici non sa dire altro che barzellette non è punibile giudiziariamente: il giustizialismo per una cosa simile è inefficace. Una cultura politica appena degna di questo nome avrebbe permesso di capire che il Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri non aveva la minima idea delle questioni di cui avrebbe dovuto occuparsi.

La Sinistra, affidando i suoi destini al giustizialismo, ha rinunciato a fare politica e si è messa nella situazione che qualsiasi fesso (ed è inevitabile che qualcuno qualche cazzata la faccia o sembri farla) smentisce la sua ragione di essere.

Ho accennato al finanziamento pubblico ai partiti.

Ora, mettiamoci in testa che non siamo nella Nuova Guinea di qualche secolo fa: ciascuno di noi ha inevitabilmente contatti sia con santi, sia con pezzi grossi sia con delinquenti. Io mi sono trovato due volte a una riunione cultural-festaiola a contatto di uno che poi si è scoperto avere ammazzato gli zii della fidanzata: e chissà con quanti altri delinquenti di vario genere sono stato a contatto senza poi avere mai saputo che fossero delinquenti. Quindi il finanziamento su base volontaria inevitabilmente comporta che dei delinquenti non ancora scoperti finanzino i partiti: basterebbero quattro conti per capirlo.

Ma se la Politica è necessaria, sono indispensabili dei “cosi”, dei sottosistemi, chiamiamoli partiti o come vi pare, dove si cerchi di capire la realtà economica, sociale, culturale, sanitaria eccetera e si formino dei complessi di proposte serie, studiate, approfondite, ragionate, da parte di competenti, “professionalmente” competenti, proposte che poi l’elettorato accetta o meno e che in un organo di discussione e decisione superiore vengano elaborate e messe in atto: Parlamento e Governo.

E le competenze si pagano: gratis ne puoi anche trovare qualcuna, per passione, ma non certo quante ne occorrono. Proprio perché la religione per principio disprezzava il mondo il buon governo, che si occupa del mondo, era irrilevante, almeno fina a quando arrivava il disastro, la carestia, la peste, gli Unni o che so io.

Quindi, la guerra al finanziamento pubblico dei partiti è stata la più cretina di tutte le Pannellate. Avendo capito che l’Unione Sovietica non avrebbe in quattro e quattrotto indotto la rigenerazione totale dell’Universo, e anche per rivalità con il PCI, per evitare Marx si è disseppellito il povero Rousseau e relativa democrazia diretta. Così, invece di andare avanti, di incorporare quanto di permanente c’era in Marx (in concetti e in metodo) abbandonando le cose legate al particolare momento e proseguire, andare avanti, si è tornati indietro: dal 1848 si è tornati al 1748 o giù di lì. E così ci si è allontanati ancora di più dalla realtà e dalla sua conoscenza: noi, noi tutti, siamo molto diversi da come nel 1750 si credeva dimostrato che fossimo. NON FUNZIONA !

E se da un lato il finanziamento pubblico è necessario e giusto, altrimenti la politica la possono fare solo le elites sociali, entusiaste di Pannella, che in genere sono anche elites economiche, il finanziamento da parte dei privati è anche intrinsecamente contraddittorio. X fabbrica bulloni: dona una certa somma al partito Y o all’uomo politico Z. Ora, qualsiasi cosa facciano Y o Z, essa può essere indifferente rispetto all’attività di X, fabbricare bulloni, o favorirla o ancora danneggiarla. Per essere assolutamente sicuri che Y o Z siano onesti è necessario che facciano solo cose che danneggiano X: altrimenti è logicamente ipotizzabile che facciano cose che indebitamente favoriscono X o almeno non lo danneggiano. E se poi X i bulloni li fabbrica per esportarli, la cosa diventa ancora più complicata. E se poi li esporta negli USA ma non in Cina, o viceversa, peggio ancora.

Quindi, innanzitutto, secondo me, il partito deve mettersi a litigare, anche con l’opinione pubblica, cantandole chiare, senza timore di non essere gradevole, dire che la politica è indispensabile, che costa e che se è buona politica costa ancora di più e che deve essere finanziata dal pubblico perché è un servizio pubblico: chi non ci crede, vada in Nuova Guinea o più vicino a noi, in Libia o in Somalia. Se vuole andare all’estero in un paese che funziona si informi su come funziona lì e poi si impegni a pagare la politica  in Italia come la pagherebbe dove, appunto funziona.

Qualche proposta per l’immediato:

- donazioni ai partiti o ai singoli solo per via elettronica, su una lista di IBAN autorizzati e pubblicità totale delle donazioni, su un bel sito consultabile nome per nome, con anagrafe dei donatori.

- Evitare le piccole, medie o grandi occasioni per fare girare soldi: con la necessità di infrastrutture che abbiamo, festival e festivalini, secondo me, sono sprechi e occasione di pasticci per urgenze provocate.

- Le primarie devono essere cose estremamente serie: il ricorso a  truppe cammellate è, oltre che una disonestà, anche una favolosa autocastrazione, perché sono inevitabilmente un segreto di Pulcinella che smerda candidato e partito.

- E basta col pregiudizio che i disonesti possano essere solo i politici: dappertutto e anche al Comune di Roma, questa specie di pregiudizio agevola fior di impiegati e dipendenti anche di basso e bassissimo livello nel farsi i cavoli propri. Non faccio nomi di servizi comunali che spero attualmente riformati. Ma spesso il malaffare impiegatizio è alibi e copertura per il politico disonesto, e viceversa: ma non siamo più in un tempo in cui si poteva pensare che un impiegato prendesse una bustarella perché altrimenti i bambini a casa morivano di fame, e quindi anche se colpevole era ingiusto punirlo. Per farsi la BMW o andare alle Maldive, non è ingiusto punirlo e prima di punirlo tenerlo d’occhio, anche da parte dei sindacati stessi. Ma diventerebbe un discorso troppo lungo.