In questa pagina trovate un po' di immagini, scattate dalla fotografa ufficiale (colonnello, ma lei si crede Generale, anzi Maresciallo di Napoleone), Maria Teresa Cucchi, tra Lazio e Abruzzo (e anche un po' di Molise) tra novembre e dicembre 2015, con boschi di faggi con il fogliame bello colorato e altre piacevoli viste.

   Qui siamo nel Bosco di S. Antonio o "della Difesa", nel comune di Pescocostanzo. Era una faggeta che forniva legname da opera: se guardate bene, la forma degli alberi più vecchi è influenzata dalle potature "a candelabro" per ottenere pochi rami ma robusti. Poi il legname non serviva più e il bosco si è abbastanza inselvatichito, anche con parecchi cespugli di agrifoglio. A questo punto un sindaco, parecchi anni fa, ha proposto di tagliarlo a raso e vendere la legna all'ingrosso: sollevazione anche di parecchie persone di cultura e il bosco è stato salvato. La fotografa è brava, ma dal vivo l'ambiente è ancora più bello.

  Qui invece siamo a Sud di Alfedena, zona del Rifugio Campitelli, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise -

Della serie: "Ma allora

l'Italia è tutta montagne !"

Senza scherzi, sopratutto gli scandinavi, dove le montagne ci sono pure,

ma (mi dicono) concentrate sulla costa, a portarli in Appennino rimangono incantati.

   Differenze nella composizione del terreno e nell'esposizione rendono differente la vegetazione prevalente, e quindi abbiamo montagne a diversi colori...

   Vicinissimo a Fiuggi, esiste un bel laghetto, detto "di Canterno", che è anche una bizzarria idrogeologica. E' stato anche abbastanza attrezzato con transenne, sentieri, panchine e cartelli di spiegazione. In una bella giornata, magari a primavera con ancora la neve sui monti, vale decisamente la pena di vederlo, secondo me, poi fate voi: e se no trovatevi una buona trattoria.

Qui sotto:

Abruzzo,dalle parti di Magliano dei Marsi, in Valle Porclaneta, sulle pendici del Monte Velino, vista verso Sud, catene collinari e montuose: la più alta è nel Parco d'Abruzzo, che sarebbe quello dei camosci (abbondanti) e degli orsi (asociali, da evitare)

       C'è anche una bella chiesa, visitabile solo dopo accordi in Comune -

Notevole l'abside, con molta cura dei particolari

Capitello e cornice non sono di recupero da qualche monumento antico, ma fatti appositamente per questa chiesa che è in un posto, oggi, decisamente fuori mano.

  Le epigrafi di dedica.


      A quanto pare, quello che adesso ci sembra un posto assai sperduto in antico non lo era poi molto di più di tanti altri: che per arrivarci ti ci volessero sette ore a piedi invece di sei, non faceva una gran differenza. E comunque adesso la zona, bella e pure fertile, si sta vendicando: ora c'è pure un Bed & Breakfast !

Qui si torna vicinissimi a Roma, alla Villa d'Orazio a Licenza. I resti della villa non sono gran che, ma il posto è assai bello (i Romani se ne intendevano).

 Questo è il "Ninfeo Orsini", la monumentalizzazione cinquecentesca di una fonte che pare essere la fons Bandusia cantata da Orazio come prossima alla sua villa e simile a una fonte in quel di Venosa. Ve la ripeto come l'ho trovata scritta e come me l'hanno detta: poi, Orazio non sta più qui a confermare.

 Spostiamoci ancora, in quel di Nerola: ecco un turrito maniero, che persa la sua guerresca funzione di campo per carognate varie tra grandi famiglie di feudatari si è ridotto ad albergo. Di lusso, dicono: io giammai adirvi non potei, mancando di cavalli, armigeri e artiglierie, quindi della lussuosità del trattamento nulla so nè erudirvi posso. A me bufala pare: ma invidia di volgare meccanico di bassa estrazione, la mia, dicono essere. Il che non nego.

 E SI FINISCE CON UN BELL'EFFETTO DI NUVOLE E SOLE,  VISTO DA NEROLA -

                                       FINE (PER ORA)